La bella iniziativa della Stampa di oggi, di dedicare un intero numero all’Africa, ha un solo problema: l’italiano.
Appena
La più bella notizia del 2009 è passata abbastanza sotto silenzio, il secondo paese più popoloso al mondo, ha abrogato una legge – eredità della dominazione britannica – che puniva per legge l’omosessualità.
In India ci sono quasi un miliardo e duecentomilioni di persone, se si conta che l’incidenza dell’omosessualità nelle specie come la nostra è di poco inferiore al 10%, è come se due italie intere avessero avuto il diritto di esprimere la propria sessualità come meglio credono, senza correre il rischio di andare per dieci anni in carcere.
Andiamo avanti.
Questa è il cartello che un ragazzo aveva al collo durante una manifestazione di celebrazione, ieri:
Aspettando il Messia…
Fotografata da Luca.
L’inesperto Marino
Ora sicuramente arriva qualcuno a dire che Marino è solo un medico, e cosa ne può sapere di politica estera? Anche Obama, dieci anni fa, era un avvocato e cosa ne poteva sapere di politica estera?
Gli esperti
Stop the bullets; kill the gun
Clandestino
A me sembra tanto assurdo che Berlusconi possa cadere per una questione di prostituzione, e non per i processi per i quali sarebbe imputato, o per le leggi promulgate dal suo governo; ma quando leggo dell’approvazione di una legge vergognosa come quella che equipara un morto di fame a un delinquente, penso che – lo so che è sbagliato, il fine giustifica i mezzi – ben vengano tutte le Patrizie D’Addario del mondo. Non mi importa se la maggioranza degli italiani è d’accordo con questa ferocia ombelicale: in un’Italia così mi sento davvero io, clandestino.
La moralità sarà pure una cosa privata, ogni morto annegato nel Mediterraneo, o trucidato nelle prigioni del nostro amico Gheddafi, no.
Commander in chief
C’era chi era contro la guerra in Iraq perché la guerra non si deve fare, e chi era contro la guerra in Iraq perché un altro intervento sguarniva il fronte cruciale, ovvero quello in Afghanistan: Obama è sempre stato del secondo avviso, ha criticato Bush per non aver “compiuto” la missione, e ora – appena iniziato il ritiro da Baghdad – è passato dalle parole ai fatti.
Unità Nazionale
In Palestina ci fu una fase in cui si credeva che un governo di Unità Nazionale Hamas/Fatah potesse ricompattare l’opinione pubblica, dopo le elezioni vinte da Hamas, senza far perdere l’appoggio dell’Occidente.
Questa pia illusione sopravvisse poco, e sfociò in una fulminea guerra civile, ora diventata una guerra civile fredda, con Gaza e Cisgiordania più divise che mai. Come dire che i palestinesi, non potendo far diventare il loro non-stato, un vero stato, l’hanno fatto diventare due non-stati.
Però c’è chi ci crede ancora, all’Unità Nazionale, come questi due – durante una manifestazione a Gaza City – che hanno anche un po’ di humor: se Haniyeh e Abu Mazen non si stringono la mano… basta mascherarsi:
Io non penso che l’Unità Nazionale risolverebbe qualcosa. Però, che qualcuno ci creda, è un timido segnale positivo.
Torino e dintorni
Tutti coloro che vedono Torino per la prima volta, la scoprono. Una delle frasi più comuni ultimamente – assieme a «oh, ma che bella è la Stampa, non me l’aspettavo», fra l’altro di Torino pure quella – è «oh, ma che bella che è Torino, non me l’aspettavo».
Grazie a Franco e Patrizia ne ho vista abbastanza di Torino, ma quello che m’è più piaciuto sono sicuramente i colli, le montagne, la campagna nei dintorni. Non solo Superga, ma Sant’Ignazio e tutte le vedute dall’alto. Il Ponte del Diavolo, ché ogni provincia c’ha il suo, eccetera.
Ecco, se vi capita di andare a Torino, fate un giro anche nei dintorni, neanche quelli ve l’aspettereste.





