Allegria

Qualche sera fa avevo fatto esattamente questo, con tanto di ricerca su wikipedia per conferma e scoperta della questione “u”:mike_bongiorno___silvia_battisti

L’altro giorno ho visto un pezzo del programma di Marzullo, quello dove lui saluta tutti dicendo buonanotte. Si parlava di Mike Bongiorno, ma sembrava uno speciale messo su in fretta e furia quando uno muore: i ricordi dei suoi amici, il racconto della vita, le immagini di repertorio e via dicendo. In studio vari “esperti” di Bongiorno. Allora ho controllato in rete, ma no Bongiorno non era morto (peraltro, lo sapevate che Bongiorno si scrive appunto senza u?).

E avevo pensato a una coincidenza enorme. Che un amico equivochi le stesse considerazioni, traendone le stesse conseguenze e poi procedendo nello stesso modo mi sembrava estremamente curioso.

Oggi ho capito che la cosa ha un significato esoterico.

Terre di laghi

finlandFra le tante brutte notizie dall’Africa, l’alluvione del Burkina Faso, gli scontri in Gabon, la condanna per Lubna (è di oggi la parziale revoca), mi era sfuggita una bella, davvero bella, notizia: l’incriminazione di Francois Bazaramba, un pastore battista rwandese, per il massacro di 5000 Tutsi durante il genocidio di 15 anni fa da parte di un tribunale finlandese.

E raro che qui si gioisca perché una persona viene processata, e così stavolta. C’è però da rallegrarsi, e molto, per la riaffermazione di un principio sacrosanto che – è un augurio, il mio – dovrà essere esteso in ogni senso: l’aterritorialità dei crimini, faccia torbida dell’aterritorialità dei diritti. Il male non ha nazionalità, un crimine lontano ci deve riguardare quanto un crimine vicino.

La Finlandia ha rifiutato l’estradizione di Bazaramba, spiegando che in Rwanda l’ex pastore non avrebbe un processo giusto, e si è fatta carico della celebrazione del processo: la corte finlandese si trasferirà a Kigali per due settimane così da ascoltare i testimoni.

Viva le renne.

Lunedì degli aneddoti – VIII – Compagno dove sei?

Quando mi capita di leggere un aneddoto carino, da qualche parte, me lo appunto per non dimenticarlo: così ora ho un piccolo mazzo di aneddoti che ogni tanto racconto. Pensavo di farci un libro, un giorno, ma forse è più carino pubblicarne uno, ogni tanto, sul blog. Questo ‘ogni tanto’ sarà ogni lunedì.

Compagno dove sei?

Nel febbraio del 1956 si tenne il XX Congresso del PCUS passato alla storia per il rapporto segreto in cui il segretario del Partito, Nikita Krusciov, svelò il lato sanguinario e dittatoriale dello stalinismo fino a quel punto occultato. Le inopinate rivelazioni, avvenute nell’ultimo giorno in una seduta a porte chiuse, sul culto della personalità di Stalin – tanto contrario allo spirito del socialismo rivoluzionario – e della repressione dei proprî avversarî crearono enormi turbamenti a tutti i convitati: quello che fino a tre anni prima era stato considerato l’integerrima e infallibile guida della Nazione, si rivelava un farabutto della peggior specie. In molti non vollero credere alle nuove verità palesate tanto da accusare Krusciov di revisionismo, e si racconta che durante la sessione segreta – mentre Krusciov parlava delle purghe staliniane all’interno dell’Armata Rossa e del Partito – una voce anonima ben nascosta fra le moltitudini del pubblico levò una domanda all’indirizzo di Krusciov: «e mentre succedevano tutte queste cose tu dov’eri?». «Ero dove siete voi ora, caro compagno», rispose Krusciov.

***

[Qui il primo: Brutti e liberi qui il secondo: Grande Raccordo Anulare qui il terzo: Il caso Plutone qui il quarto: I frocioni qui il quinto: Comunisti qui il sesto: La rettorica qui il settimo: Rockall]

Lunedì degli aneddoti – VII – Rockall

Quando mi capita di leggere un aneddoto carino, da qualche parte, me lo appunto per non dimenticarlo: così ora ho un piccolo mazzo di aneddoti che ogni tanto racconto. Pensavo di farci un libro, un giorno, ma forse è più carino pubblicarne uno, ogni tanto, sul blog. Questo ‘ogni tanto’ sarà ogni lunedì.

Rockall

Le rivendicazioni territoriali sono fonte di molte e colorate storie: fra tutte merita una menzione la vicenda di Rockall, uno scoglio nell’Atlantico. Per ragioni petrolifere, l’isoletta è contesa da tanti: Irlanda, che è la terra ferma più vicina, l’Islanda, le cui acque territoriali si spingono molto a sud, la Danimarca che ha la sovranità delle isole Far Øer anch’esse non lontane da Rockall. E ovviamente il Regno Unito, che dai tempi dell’Impero rivendica qualunque roccia galleggiante in mezzo a qualunque mare.
Una volta Rockall attirò le attenzioni di Greenpeace: per protestare contro un piano britannico di trivellazioni il movimento ambientalista “occupò” la roccia, reclamando l’interruzione del progetto in cambio della “liberazione”.
La risposta del Governo Britannico fu mefistofelica: a Greenpeace fu conferito, formalmente, il permesso di stare lì, disinnescando così ogni arma di ricatto e dando spessore alla propria rivendicazione.
Quando poi dei giornalisti ne chiesero conto, la risposta fu: “siccome la Gran Bretagna è un paese libero, e siccome Rockall è territorio britannico, hanno tutto il diritto di stare lì”.

***

[Qui il primo: Brutti e liberi qui il secondo: Grande Raccordo Anulare qui il terzo: Il caso Plutone qui il quarto: I frocioni qui il quinto: Comunisti qui il sesto: La rettorica]

Viva le cipolle giarrettane!

Trovandomi in una delle zone più rurali della Sicilia, e recuperando internet solo per cinque minuti al giorno – e non avendo il tempo, quindi, di scrivere nulla – posso soltanto rimandare alla lettura di qualcosa che vi è sfuggito nell’ultimo periodo. Ecco, se c’è un post che ho scritto negli ultimi tempi che, se non avete letto, vi direi di leggere è quello sul San Paolo senza arbitrio. Forse l’ho scritto troppo scherzoso, ma io una risposta la chiedevo davvero!