Quando mi capita di leggere un aneddoto carino, da qualche parte, me lo appunto per non dimenticarlo: così ora ho un piccolo mazzo di aneddoti che ogni tanto racconto. Pensavo di farci un libro, un giorno, ma forse è più carino pubblicarne uno, ogni tanto, sul blog. Questo ‘ogni tanto’ sarà ogni lunedì.
(Very) Nouvelle Cuisine
Delle volte mi chiedono «che hai studiato?», io rispondo Filologia Romanza e la domanda diventa «che hai studiato?!?». Allora a quelli più romantici racconto di Lancillotto e Ginevra, di Tristano e Isotta. A quelli più pragmatici racconto questo: le lingue sono corpi pieni di storie, aneddoti, prese in giro, raccontate dalle parole, dai nomi di luoghi e di persone. Così, per esempio, tutte le “rive” sopra a Rimini e La Spezia rimangono rive, come la Riviera Ligure o Riva del Garda; invece tutte le rive al meridione di Rimini e La Spezia diventano (in realtà è vero l’opposto, son le ripe a diventare ribe e poi rive) “ripa”, come Bagno a Ripoli, come Marina Ripa di Meana, come via di Ripetta, dove un tempo passava il fiume.
Per tutte le parole? Beh, no. Quelle facili. Dicevamo fiume, ecco fiume. Il fiume in latino era flumen. Poi “fl” non riescono più a dirlo e diventa “fi”. Come il florem, diventato fiore. E quelle difficili? Beh, quelle no. Quelle rimangono ancora per un po’ in latino, e difatti ce le ritroviamo con un bel “fl” intatto: floreale, fluviale – gli aggettivi relativi, già son più difficili. Però che vuoi che cambi. Fiore, floreale, siamo lì. Macchiato, maculato, stessa solfa, anche se – certo – se proviamo a chiedere al bar un latte maculato il barista ci guarda un po’ storto.
Poi però arrivano gli inglesi. Cioè, quelli che arrivano sono i francesi, perché gli inglesi sono – ehm, perdonate – dei buzzurri. O meglio, quelli che non sono del volgo – quelli che frequentano l’alta società – parlano in francese. Così arrivano i francesi e gli insegnano tutto, gli insegnano tutto e glielo insegnano in francese. L’inglese non è una lingua latina, però se andate a vedere tutto il lessico più del 70% è di origine latina diretta o indiretta: solo che son le parole difficili! E così “re” si dice “king”, che è germanico, ma reale – sempre l’aggettivo relativo – si dice royal, che se lo pronunciate con l’accento sulla “a” sapete da dove viene. E sinistra? Beh, sinistra si dice “left”: non è latino, perché è facile. Però in italiano si dice anche una cosa sinistra, un concetto un po’ meno immediato. E come si dice in inglese? Già, “sinister”.
Ma la cosa più bella, io dico, è questa: quelli, dicevamo, non sapevano far nulla: neanche cucinare! Arrivano i francesi e glielo insegnano. Bravi. E allora che succede? Che i nomi degli animali che si mangiano, in inglese, si dicono in francese: direte, ma come, “Cow” “Lamb” “Pig”, per dire i tre animali che si cuociono di più, non suonano mica latini. Appunto! Perché quegli stessi animali, cotti, diventano francesi: beef, che viene da boeuf, bove. Mutton, il montone, Pork, il porco. E pensate un po’ che ci sono anche quelli che fanno avanti e indietro, come il bove, diventato beef, poi beef steak, pezzo di carne, e tornato al di qua della Manica e al di qua delle Alpi come beef-steak, bistecca. Magari una bella Fiorentina.
[Qui il primo: Brutti e liberi – qui il secondo: Grande Raccordo Anulare – qui il terzo: Il caso Plutone – qui il quarto: I frocioni – qui il quinto: Comunisti – qui il sesto: La rettorica – qui il settimo: Rockall – qui l’ottavo: Compagno dove sei? – qui il nono: La guerra del Fútbol – qui il decimo: Babbo Natale esiste – qui l’undicesimo: Caravaggio bruciava di rabbia – qui il dodicesimo: Salvato due volte – qui il tredicesimo: lo sconosciuto che salvò il mondo – qui il quattordicesimo: Il barile si ferma qui – qui il quindicesimo: Servizî segretissimi – qui il sedicesimo: Gagarin, patente e libretto – qui il diciassettesimo: La caduta del Muro – qui il diciottesimo: Botta di culo]
Vuoi indicare un aneddoto per un prossimo lunedì? Segnalamelo.