Alla faccia di chi dice che il mondo è peggiore

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Nel Medio Evo era normale per le persone conficcare una spada nell’addome di un altro individuo. Però non ci pensiamo.

Qualche tempo fa scrivevo:

Un americano su tre (uno su tre, se siamo in tre per strada uno di questi l’ha fatto!) ha donato qualcosa per le vittime dello tsunami. È una cifra enorme, se ci pensate, escludendo tutti coloro che volevano farlo, e non l’hanno fatto, quelli che volevano poi non avevano la carta di credito giusta, quelli che si ora lo faccio, hanno sempre rimandato e non l’hanno più fatto.

Ora si parla molto di questa iniziativa, the Giving Pledge, in cui diversi miliardarî si sono impegnati a donare  almeno metà – sì, metà – del loro patrimonio. Si tratta della più grande raccolta di beneficenza della storia del mondo.

Vabbè, commentate voi

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Oggetto: Indicazioni per l’insegnamento della religione cattolica nelle
scuole secondarie superiori.

In relazione al riordino dei licei, degli istituti tecnici e degli istituti professionali, che troverà attuazione dal 1 settembre prossimo, la Conferenza episcopale italiana ha fatto pervenire a questo Ministero una proposta di indicazioni didattiche per l’insegnamento della religione cattolica nelle suddette scuole secondarie superiori allo scopo di aggiornare le precedenti indicazioni ed i programmi di insegnamento vigenti. Tenuto conto che tali indicazioni si collocano nel quadro delle finalità della scuola, si ritiene di poterne accogliere il contenuto e lo si trasmette in allegato alle scuole affinché dall’anno scolastico 2010-11 il documento sia adottato a titolo provvisorio per l’insegnamento della religione cattolica a partire dalle classi prime dei licei, degli istituti tecnici e degli istituti professionali, in attesa che una versione definitiva sia emanata secondo le modalità previste dal DPR 16-12-1985, n. 751, previa intesa tra le competenti autorità scolastica ed ecclesiastica.

IL MINISTRO
Mariastella Gelmini

Grazie a Franco

La moschea a WTC non è una buona idea, ma che c’entra?

Naturalmente io sono idealmente contrario alla costruzione della moschea a World Trade Center perché è un edificio di culto, e di un culto maschilista e omofobo, nella stessa maniera in cui sono idealmente contrario alla costruzione di una sede della Lega Nord. Perché sono luoghi che propagandano un’idea pessima di cosa è bello e giusto nella vita.

Ma l’idea ancora più brutta sarebbe che qualcuno potesse eleggere le mie propensioni a legge, così da impedire ad altri di professare le proprie.

Chiunque di noi può sperare che le idee che combatte siano sconfitte da idee migliori, ma non che le prime siano vietate per legge. Lasciamo stare questa battaglia dei mattoni e torniamo a batterci per quella in cui siamo più bravi: quella delle idee.

In Svizzera

Del resto, da bambino, mia madre per domandarmi se volevo un hamburger mi chiedeva: «la vuoi una svizzera?»


grazie a Ilaria

Vàntatene

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La Farnesina si affretta a dire che i soldati italiani non sono coinvolti. Appunto. Io, appena letta la notizia, ho pensato: ma cosa fa l’Unifil? Sono da 4 anni, anzi da 30, lì e non fanno nulla. Nulla. Quello che dovrebbero fare è esattamente evitare ciò che è successo oggi. Non “non essere coinvolti”. Tutto il contrario.

Il mistero dell’accendisigari

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Una cosa che mi chiedo da un po’ è come mai nelle automobili ci sia l’accendisigari. Posto che può funzionare da presa elettrica con degli adattatori, che senso ha metterlo come output di default? Ti serve l’adattatore per il computer, quello per il cellulare, quello per l’iPod, quello per etc. Non sarebbe più logico mettere una presa elettrica standard e poi chi vuole si compra l’adattatore per accendercisi le sigarette?

Naturalmente ci sarà qualcuno che troverà utile avere un simil-accendino in macchina ma, o li metti entrambi, o è una scelta del tutto illogica. Voglio dire: immaginatevi casa vostra con tutte le prese a muro fatte ad accendisigari; poi, per ogni dispositivo, dovete mettere l’adattatore. Il ferro da stiro, il forno a microonde, l’albero di Natale. Ciascuno col suo aggeggio per farlo funzionare sulla presa ad accendisigaro.

Cioè, il motivo c’è sicuramente, e lo immagino storico: un tempo non c’era nulla di elettrico da attaccare in macchina, e quindi era più probabile che qualcuno trovasse comodo sfruttarlo per i sigari. Ma ora i tempi sono cambiati. Non sarebbe ora di cambiare anche le automobili?

Docile fibra, diceva quello

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E insomma succede questo, che l’altro giorno ho fatto un post su Pantani, ché il ciclismo è lo sport più romantico del mondo. E l’ho fatto con quello spirito con cui armeggio sempre su queste cose qui: quello che dice «queste sì che sono le cose importanti della vita» e per metà lo pensa davvero. Come quando smetti di parlare di noiosità lavorative o burocratiche, e passiamo-alle-cose-serie: «che ne pensi di D’Agostino alla Fiorentina?».

L’altra metà – sarebbe quella che in teoria non ci crede che siano le cose importanti della vita – si concede un po’ dell’enfasi che magari non accetterebbe in altri àmbiti, e si lascia un po’ trasportare dal gioco della favola, ché quando Pantani diede quei tantitanti minuti a Ullrich eri contento di gioia vera, mica così… per sport.

Poi, però, arriva una persona sconosciuta, che intuisci tersa in ogni parola, e nei commenti scrive questa cosa:

Dodici anni fa quell’estate morì il mio papà, in una dolorosa e triste agonia.
Quel Tour e quel Pantani sono per me, che appena vagamente mi interesso di sport, legati a lunghi pomeriggi in cui non non ci sembrava più di sapere sorridere, e non ci sembrava nemmeno più estate.

Poi Marco fece l’impresa dell’Alpe d’Huez, e il lunedì appendemmo il poster allegato alla Gazzetta alla porta della cucina dove ancora sta, e quello fu il primo giorno in cui andammo oltre, e non me lo dimentico.

E allora ti senti un po’ stupido, ma ti sembra che – come se un cerchio si chiudesse – in fondo il senso delle cose sia tutto lì, in quel poster che ancora sta in quella cucina, e che per stare ancora lì deve essercisi trovato proprio bene.

E mentre ti senti stupido per tutte le considerazioni che ti sono saltate in testa – e a cui hai dato corso nella scrittura – ti verrebbe voglia di abbracciare il mondo.