Scene da una serata a White Hart Lane

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E insomma, ieri sono stato allo stadio.

Paesi civili:

E te lo spiegano anche in italiano… cioè, insomma, in emiliano:

White Hart Lane:

Degempions!

Sempre:

Interisti:

Poco contenti al risultato finale:

Welcome back to the world

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L’America, gli Stati Uniti, non sono più con Obama. L’unica ragione per cui i democratici hanno mantenuto il Senato è che si è votato solo per poco più di un terzo dei seggi, serbando così, per la maggior parte, la configurazione ottenuta nel 2006 e 2008. Non è un bel giorno. Certo – consolazione del piffero – così sono (un poco) più vicini a noi meglio donne e bunga bunga che froci. Non potevano essere così extraterrestri.

Meglio le belle ragazze che essere gay

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Mi cito:

Io non gli chiederei conto delle sue bugie – se gli fossi amico – ma di quella concezione dozzinale e meschina del rapporto uomo-donna, dell’ironia da caserma fascista. Del suo essere portatore insano e orgoglioso di quell’insieme di sessuofobia e sessuomania che è quella malintesa virilità, il latin lover nella peggiore delle accezioni di questo concetto: quello che ha paura del sesso e se ne vergogna, la considera una cosa insana, ma al tempo stesso ha un’ossessione; la mente sempre puntata lì all’infrazione della norma – ovviamente soltanto nelle orecchie degli amici al bar, che ascoltano le tronfie spacconerie di un millantatore in punta di cazzo.

Un Paese di Humbert Humbert

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L’ho avuta anch’io quell’impressione: che quel fatto lì – che la negretta, come la chiamano, mostrasse una pervicacia carnale piuttosto esplicita – sembri aver rovinato la festa a chi rapace sarebbe saltato sul carro, sull’altare, della madonna-vergine-bambina sfruttata dal lurido scabroso e potente vecchio.

Come se questa cosa, anche solo in parte, estinguesse lui e condannasse lei.

Bordone:

Ruby è scappata dal paesino di merda, e per farlo ha usato il proprio corpo. E non bisogna, in tutto questo casino inenarrabile di festini africani e igieniste dentali, dimenticare che ha fatto il cazzo che le pareva, il corpo è suo, può fare intravedere le tette a chi vuole. E se siamo davvero dei progressisti, in questa vicenda dobbiamo difendere con fermezza un solo diritto fondamentale: quello di Ruby a fare quello che le pare con chi desidera. Qualunque valutazione sul suo comportamento, qualunque giudizio in merito, è moralista, colonialista, peloso, pretesco, maschilista.

Ché le persone ragionevoli tra la morte e il bunga bunga scelgono il bunga bunga. E a molti piace il bunga bunga a priori, senza sacrifici di sorta all’orizzonte.

Siamo tutti “autentici grulli”

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Questo piccolo fatto di cronaca, in realtà una bega di paese, riguarda la Fiorentina, ma la riporto perché tipizza una quantità enorme di persone e occasioni.

Oliviero Beha è un giornalista sportivo e tifoso della Fiorentina. Lui è uno dei complottisti più cospirazionisti più complottisti che ci siano. Dietro a qualunque cosa c’è sicuramente una cupola: se le banane nel suo frigorifero vanno a male è sicuramente colpa della CIA, e questo in un ambiente così propenso al vittimismo e ai complessi di persecuzione (trovate un ultras che non dica che quest’anno gli arbitri, e il palazzo, ce l’hanno con loro) come il calcio, è un miscuglio corrosivo.

Beha ha scritto sul Fatto quotidiano un articolo contro i Della Valle, i proprietarî della Fiorentina, e assieme a qualche considerazione ragionevole ha infilato tutta una serie di teoremi per i quali, sostanzialmente, la Fiorentina avrebbe deliberatamente deciso di far squalificare Mutu, privandolo inoltre di assistenza tecnica, medica e legale (la giustificazione data è “c’è Jovetic”, come se fosse interesse di una squadra svalutare un proprio giocatore). Poi, Beha scrive che – altrettanto sostanzialmente – l’unico interesse dei Della Valle è fare soldi con l’indotto della Fiorentina, e argomenta questa tesi cercando di suffragarla con dei dati che, alla fine della fiera, la contraddicono. Ce ne sono delle altre, fra cui un passaggio sessista, e uno autocelebrativo della propria boria, ma la chicca è questa:

[Prandelli] è stato cacciato con ignominia mesi fa e nessuno si chiede come mai ? O si pensa da autentici grulli che abbia lasciato la Fiorentina per la Nazionale? E’ stato “sistemato” ad una Nazionale in cerca di autore più di Pirandello solo perché i Della Valle (naturalmente il Della Valle, l’altro essendo solo un fratello) volevano sbolognarlo senza pagare dazio alla città “del calcio fiorentino”.

Sì, autentici grulli. Credere la cosa più ovvia, ovvero che a Prandelli interessasse un posto di maggior prestigio – come la panchina della Nazionale – rispetto a un posto in una squadra tutto sommato provinciale come la Fiorentina è da autentici grulli. C’è necessariamente qualcosa di più grosso, dietro. Ascolta un cretino, diceva un personaggio di Bisio e Gialappa’s.  E quindi i Della Valle, potendo decidere loro chi sarebbe stato il futuro allenatore azzurro, avrebbero fatto questa scelta.

Che ha fatto Della Valle?

Ha risposto con la stessa moneta. Ha risposto con una lettera aperta a Beha, molto dura, rivoltando la stessa accusa: è un complotto. C’è una ragione per la quale Beha ha scritto questo articolo ed è perché non gli è stata data la possibilità di entrare in società, alla Fiorentina. E da quel momento, per vendicarsi, ha iniziato a fare un vero e proprio killeraggio contro i Della Valle. Inoltre Beha non può chiamarsi “tifoso della Fiorentina” perché non è un vero tifoso, e tutto quello che auspica è il male della squadra, ingannando la buona fede dei fiorentini.

Della Valle, insomma, non ha fatto molto meglio, ma ha mostrato una cosa: che all’accusa di complotto si può rispondere con lo stesso argomento vacuo, e senza alcuna prova – mi accusi di malafede? Anche tu sei in malefede. E provami il contrario! Ricordo quando c’era il fenomeno Beppe Grillo, agli inizi di questo blog, e se qualcuno si azzardava a rivolgere una critica a Grillo arrivavano due, tre, decine, di persone ad accusare – davvero! – chiunque ne scrivesse di essere “pagato da Berlusconi”, dal PD, dai poteri forti, o da chi pareva loro. Insomma, la solita delegittimazione del parere altrui: non importa quello che dici, perché tanto lo fai per interesse, quindi non mi spenderò a rispondere alle tue argomentazioni. Mi ricordo una volta, Eureka!, capii come si deve rispondere a queste accuse: no, sei tu che sei pagato da Beppe Grillo! Non seppero come replicare.

Piergiorgio Odifreddi è come Saddam Hussein

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Non si potrà certo offendere, Odifreddi, visto che lo sto paragonando a un personaggio riscattato. Anzi: un romantico, no?

Fosse stato per me, non si sarebbe ammazzato nemmeno Saddam Hussein. Per compassione umana, certo. Ma anche perchè, qualunque crimine avesse commesso, si era in fondo riscattato, vestendo romanticamente i panni di Davide contro Golia, e resistendo inutilmente all’invasione e alla conquista del proprio paese da parte del Grande Satana e dei suoi alleati.

Già immagino quale medesima indulgenza lo stesso Odifreddi – ateo militante, come me – avrebbe riservato a un qualunque dittatore e assassino cattolico che si fosse fatto prelevare il proprio sangue per poi, con esso, far scrivere una Bibbia.

Che poi – grullo! – è precisamente l’opposto: la battaglia contro la pena di morte si fa proprio per le persone che non sono riscattate.

Occupazione?

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Di barzellette sugli israeliani ne avevo sentite un sacco – specie in Palestina – però per la maggior parte erano sciocche, antipatiche, o direttamente antisemite. Questa, invece, mi ha fatto proprio ridere. Naturalmente, anche qui, qualcuno s’arrabbierà.

Un israeliano prende il volo Tel Aviv-Londra e arriva in Gran Bretagna per visitare alcuni suoi parenti che vivono in Inghilterra, così appena sceso dall’aereo, si mette in fila alla dogana. Quando arriva il suo turno mostra il proprio documento al funzionario, che lo guarda, controlla la foto e gli comincia a chiedere le proprie informazioni personali per controllare che coincidano con quelle scritte sul documento.

«Allora, nome?»

«Shlomo Ben Haim»

«Data di nascita?»

«25 febbraio 1972»

«Occupazione?»

«nono, soltanto turismo…»

Razzismo

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Chinaski fa la migliore descrizione del razzismo:

Come dicevo, domenica è stata nient’altro che la solita domenica noiosa, e infatti abbiamo avuto dei cori razzisti, cioè uomini che discendono dalle scimmie hanno preso in giro altri uomini che discendono dalle scimmie insinuando che discendano dalle scimmie.

Abbìra, semmai

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Mi chiedono di commentare la pubblicità che sta facendo ridere tanti, quella del «cinque léttere, abira», sottolineando che è una parodia riuscita male e che nessun romano riderebbe. Detto che trovo davvero difficile immaginare qualcuno a Roma che non sappia scrivere birra, mi limito a sottolineare che – se proprio… – nessun romano direbbe «abìra, cinque lettere» – quella sì, ignoranza del romanaccio – perché in romano la parola “abìra” proprio non esiste, è abbìra con due “b”, come assedia per la sedia. E come in italiano si scrive “va bene”, ma si pronuncia “vabbene” e attaccato si scriverebbe proprio vabbene, o come si scrive “da vero” ma si pronuncia “davvero” e si scrive attaccato “davvero”. Se proprio volete sapere il nome, si chiama raddoppiamento fonosintattico.

Insomma, i signorini della Treccani permettono? Forse questo potrebbe esservi d’aiuto.